Fede e tradizioni popolari nelle chiese di Forio

Forio conta nel suo territorio il maggior numero di chiese di tutta l’isola. Nate essenzialmente come cappelle private, nel corso del tempo sono state ingrandite ed elevate al rango di chiese parrocchiali. Questo fenomeno è dovuto alla forte devozione che da sempre caratterizza il popolo di Forio: in tempi di crisi economica, in occasione di eventi sismici o di pestilenze, l’unica soluzione era appellarsi all’intervento divino. Al fervore religioso locale si aggiunsero anche i culti portati a Ischia da coloro che passavano sull’isola per commercio: ed ecco che nel Trecento un gruppo di pescatori anconetani fondarono una cappella intitolata a san Nicola da Tolentino, poi trasformata in chiesa e intitolata alla Madonna di Loreto; attualmente è una delle due Basiliche di Forio. Più o meno nello stesso periodo sorse una cappella intitolata a San Vito, edificata da alcuni pescatori siciliani nella marina di Citara. La cappella andò distrutta nel corso di un’incursione piratesca; per questo motivo gli abitanti di Forio decisero di riedificarla sulla collina poi denominata di San Vito, un omaggio al santo che divenne il patrono di Forio a seguito del miracolo della vite. Al santo poverello di Assisi è dedicata la chiesa fondata dai francescani nel 1600 a seguito di un voto fatto a San Francesco durante la pestilenza che colpì Forio nel 1656; il convento è stato poi convertito in Casa Comunale. Accanto alla chiesa di San Francesco un nobile locale acquistò i vecchi uffici della dogana per accogliere i poveri orfanelli di Forio; i locali furono convertiti in chiesa con orfanotrofio annesso. La chiesa fu intitolata alla Madonna delle Grazie ed è da secoli custode della famosa tradizione della Corsa dell’Angelo. Altre chiese sorsero attorno ai quartieri più popolosi di Forio e delle sue frazioni: Sant’Antonio Abate – custode della preziosa statua dell’Addolorata – Madonna della Libera – fondata dai fratelli Sportiello insieme alla chiesa di Santa Maria al Monte per espiare la terribile colpa di omicidio di cui si erano macchiati – del Purgatorio, San Francesco Saverio e San Francesco di Paola, le chiese di San Michele Arcangelo e di Santa Lucia per il quartiere di Monterone, di San Leonardo per la zona di Panza. Sicuramente le chiese più suggestive sono quelle fondate dai marinai foriani per richiedere la protezione divina durante le loro lunghe giornate in mare: la chiesa di San Gaetano è una di queste, ma sicuramente la più famosa è la Chiesa di Santa Maria del Soccorso. Nata come convento agostiniano, la chiesa è diventata la protettrice dei marinai, come dimostrano gli ex voto a forma di barca conservati attualmente nella chiesa. In una delle cappelle della chiesa è conservato un prezioso crocifisso del 1400, ritrovato secondo la leggenda dai foriani sugli scogli sottostanti la chiesa.     

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