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Il vino dell'angelo

Un nettare per gli amici: il vino dell'angelo

Quando i fratelli Elia erano piccoli, nonna Carmela e la sua famiglia possedevano un vigneto da cui ricavavano uve e vini che consumavano in famiglia o rivendevano alle case vinicole dell'isola. Per questo, il vino è un protagonista importante della loro vita: la famiglia ha sempre prodotto un vino riservato ai parenti ed agli amici stretti. Uno di questi è il pittore milanese Piero Leddi, che ha eletto Ischia come patria adottiva e il ristorante di Zì Carmela come regione del cuore e dell'amicizia.

Per lui, tante chiacchierate notturne a tavola e il vino migliore: il vino dell'angelo. Perché questo nome? La storia merita di essere raccontata. Immaginate un milanese colto ed intellettuale, artista e soprattutto ateo. Immaginate poi le tradizioni religiose del sud, in particolare quelle dei piccoli centri, quelli in cui ancora le anziane siedono pomeriggi interi recitando il Santo Rosario.

Ecco, unite le due immagini. Il giorno dopo Pasqua, il Lunedì in Albis, a Forio si svolge la corsa dell'Angelo: una grande statua dorata, che raffigura l'Arcangelo Gabriele, è portata a braccia dai fedeli di corsa. Tra la folla, l'Angelo percorre tutto il corso principale di Forio e sembra volare sulle teste dei passanti. L'effetto è davvero suggestivo, e la cerimonia è accompagnata dalla Banda Comunale, da folle di curiosi e fedeli. Tutta Forio è in festa: da Zì Carmela, la banda passa a suonare al bordo della piscina, spargendo risate e allegria. In una di queste occasioni, a bordo piscina c'era anche Piero Leddi. Ecco, il pittore rimase talmente colpito dall'atmosfera che dipinse per Zì Carmela l'etichetta del vino dell'angelo, oggi imbottigliata dalla casa vinicola Pietatorcia. Oggi, sull'etichetta c'è una figura delicata, un tratto di angelo in blu, e, sul retro, una dedica di quelle che si regalano soltanto agli amici.

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